Nerone - L'Istinto Selvaggio. Con il patrocinio della Regione Veneto, Città di Conegliano e Provincia di Treviso, una significativa ed inedita mostra di dipinti e sculture, nel Palazzo Sarcinelli, Conegliano, Via XX Settembre, 132

Data

dal 06 Settembre- 13 Ottobre 2013

Biografia e opere di Nerone

Foto Allestimento

Foto Inaugurazione

Foto Opere

Brochure e Rassegna Stampa

Testi Critici

Video

Invito

Indirizzo e Mappa

Palazzo Sarcinelli, Conegliano, Via XX Settembre, 132

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La Mostra

Un’attrazione violenta e che turba l’animo è la prima emozione che a pelle si prova quando si osservano le opere di Nerone. E’ incredibile la forza quasi aggressiva che esse producono. Tutto diventa poesia, tutto riflette le emozioni di un duro passato trascorso tra povertà ed alcoolismo. Magma accumulatosi in anni di disperazione, dove gli eccessi non trovavano subito il giusto sfogo, ma finalmente lo scoprono grazie alla magia del gesto, pennellate nervose ed energiche di colore impresso sulla tela di istinto selvaggio; ciò accade grazie all’incontro col suo mentore il grande Ligabue, del quale dapprima è autista poi, degno erede, come lo stesso Ligabue affermò prima di morire.
Finalmente a trent’anni, iniziano ad esplodere le emozioni soffocate o malamente esternate in passato, come quando, a causa dell’alcoolismo era arrivato all’abbrutimento della propria qualità della vita. L’incontro col grande Ligabue che, in quel periodo viveva una vita solitaria nei boschi, è determinante per la sua crescita e la nuova consapevolezza del proprio essere.
Due anime inquiete che, per motivi diversi avevano sofferto e subìto l’emarginazione sociale, quella della società che non concede attenuanti a chi non è produttivo. Nerone, con quella voglia esplosiva che da sempre era in lui, cerca attraverso fasi evolutive, mai interrotte, una vera crescita pittorica. Infatti con il tempo il suo linguaggio poetico nell’espressione artistica subisce continue metamorfosi. Egli non solo pittore o scultore, ma anche scrittore e poeta può, dunque, essere giustamente definito un “creatore” alla continua ricerca dei canali salvifici che liberano le emozioni.
In lui l’arte non si ferma però alla sola liberazione della carica esplosiva che ha dentro, ma trasmette e denuncia temi sociali. ….Una confusione “emozionale – passionale” quasi istintiva che protende a consacrare la purezza che in lui è vitale e con la quale spontaneamente stabilisce un rapporto dove l’arte viene umanizzata, ma lascia sacra la personalità (Guillaume Apollinaire). Un’ armonia in lui tendenzialmente celata che cerca di emergere nella maniera migliore e come diceva il nichilista Eraclito: “Dalla discordia nasce / l’armonia più bella / e’ nel mutamento che le cose trovano quiete…”.
Il mutamento incessante del proprio essere porta la sua pittura in una continua evoluzione. Inizialmente il nucleo delle opere era la vita nelle più o meno elevate forme: essa era rappresentata con colori ad olio carichi e puri della loro essenza. Ne coglieva l’integrità e ne traeva attrazione sentendosene paradossalmente avvolto. Un’esperienza che potrebbe essere anche definita esacerbata e allucinata, ma che non si ferma e si evolve, anche grazie, al riscattato passato da alcoolista. In ogni caso il lavoro di Nerone discostandosi dalle regole può essere definito visionario, “strambo” ma nella realtà ha una interpretazione singolare e intollerante della vita: una particolare antipatia e avversione ai consueti canoni che la distinguono. Per lui la ricerca è continua, incessante, in un’evoluzione permanente ed è anche personalissima e pregna di un costante lavorio atto a condurlo al raggiungimento di una crescita che lo soddisfi. Definire Nerone esistenzialista non è un eufemismo. Egli va sempre alla ricerca dei minimi termini, alla radice della domanda primaria ” Cosa è la vita”?
Sin dai suoi primi lavori emergono dalle tele personaggi e paesaggi della sua terra, l’estesa pianura padana con i suoi percorsi foschi, bui, nebbiosi, bocche mostruose, personaggi allucinati e allucinanti, belve con fauci spalancate che sembrano latrare: tutto riconduce alla sua sofferenza interiore, alla sua inquietudine esistenziale. L’inquietudine di un bimbo, primo di sette figli e nato da un padre violento e alcolizzato. Lui stesso nel tempo diventa alcolista prima e poi grazie all’incontro fatale viene redento dall’arte. Intanto iniziano le prime mostre e la sua pittura valica i confini. Si accorge di lui l’America, lo invitano a New York dove al Metropolitan Museum of Art gli viene assegnato il più prestigioso riconoscimento all’insigne carriera artistica dal Governatore G.E. Potaki. Un riconoscimento che altri pittori hanno avuto solo dopo la loro morte. A Manatthan ha incontrato e capito una realtà che lo ha in qualche modo disturbato: tutto gli è sembrato artefatto e povero di poesia. Il suo rientro a casa gli riserva una bruttissima sorpresa: la moglie da lui tanto amata era affetta dal morbo d’Alzheimer, una malattia che la porterà alla morte dopo 14 anni di sofferenze. Quest’esperienza dolorosa lo conduce a una nuova espressione artistica perciò avverte la necessità di un’evoluzione, di un cambiamento che manifesti con vigore il suo nuovo stato d’animo. Quindi a partire da questo doloroso percorso Nerone decide di apportare cambiamenti rivoluzionari che manifestino la nuova voglia di “espressività che bolle dentro”. Percorre quindi un corso più astratto cercando di raggiungere una più rilevante emancipazione creativa.
Inizia a creare opere che si discostano dall’usuale, informali e decisamente personali. Ottiene risultati singolari principalmente per la grande capacità di assemblare, con estrema padronanza, materiali insoliti con tecniche rivoluzionarie, facendo molto uso di smalti dai colori forti e decisi, ottenendo così sorprendenti accostamenti. Il dolore e la rabbia che si trasforma in amore, un’ evoluzione nata da un processo di metamorfosi interna. Da un grande dolore e solo attraverso esso si riesce a costruire qualcosa. Dal desiderio di uscire dal buio e di vedere i colori densi, veri e non mischiati, nasce la voglia della pittura astratta. “Se stai bene non cerchi nulla…” , “…i vuoti si devono riempire”. E’ però la scultura che lo fa sentire realizzato, “..con essa non c’è meditazione, c’è immediatezza” .
Plasmarla lo rilassa e non gli fa perdere concentrazione. In essa vede sempre figure mostruose, è come un esorcizzare, buttare fuori il mostro che ha dentro e che vuole divorarlo. Ciò accade sempre anche quando suona il piano ( senza conoscere una sola nota) creando intense melodie. La pittura, la scultura la scrittura, la musica, “sono tutte consorelle, sono espressioni d’arte”… “C’è qualcosa al di là della nostra carne, c’è uno spirito. Parlo con Dio, tutto quello che gli chiedo me lo dà sempre….cerco di fare del bene, ma se non ci riesco cerco di non fare del male”. E’ anche questa la grandezza di Nerone, è un artista che ha sofferto e che riesce ad andare oltre, trasformando il dolore e la sofferenza in arte. Egli vince il tempo, è stato sempre se stesso e sempre vuole continuare a farlo, desidera dare libertà all’arte, dove non c’è mediazione c’è verità. La vita diventa con Nerone “Una vita spericolata” (Vasco Rossi), è comunque una vita piena, vissuta, ricca di emozione, di angosce, di disperazione che si è sublimata però nel bene; una luce si staglia all’orizzonte. La speranza trasforma il dolore in cristalli d’amore, di fede, di generosità. Il predominio dell’uomo lascia il posto all’azione delle memorie del suo intimo, del suo cuore. Volendo dare una informazione più significativa del “corpus” delle opere esposte si pone subito l’accento sull’excursus creativo di Nerone.
Egli parte dalla figurazione espressiva forte e decisa, per approdare “all’astrazione selvaggia”, momento di libertà esplosiva dell’artista attraverso un mutamento che non è solo di tecnica, ma di pacificazione interiore. Nerone trova la serenità solo dopo che la sua gestualità espressiva si libera sulla tela con campiture larghe e dense, sovrapposte ma distinte, in un grande mare di emozioni tra materia e colore. Sono presenti più di cento opere in questa esposizione suddivise in tre sezioni. Una dedicata ai suoi primi lavori di impostazione fortemente connotativa e molto legata alla sua fase naturalistica, un’altra al suo parziale distacco con opere che segnano l’inizio di un allontanamento dalla fase iconica per giungere alla sua metamorfosi completa che è iniziata da più dieci anni e che, prende corpo e vigore nell’espressionismo astratto.
Un altro punto di forza di questa mostra sono le attività didattiche “Laboratori didattici”, attività destinate agli studenti delle scuole del territorio, ovvero a gruppi di studenti delle scuole primarie e secondarie. I laboratori hanno un carattere, non solo di propedeutica all’educazione dell’immagine, ma di formazione culturale–artistico, occasione determinante, per avvicinare i giovani ad un percorso centrato sull’espressività iconica ed aniconica nella pittura contemporanea e nella fattispecie nell’opera Neroniana. Quest’attività ha l’effetto di suscitare l’interesse all’arte con attività di risveglio “ego-centriche – soggetto-attore” per produrre interrogazioni e riflessioni, per una rielaborazione critica e personale efficace dell’immagine. L'obiettivo è di far diventare i giovani più disponibili alla lettura di un’opera d’arte per comprenderne il linguaggio e il successivo messaggio che l’artista vuole comunicare. Diventa essenziale che quest’attività didattica “extra-moenia”, sia svolta al di fuori dell’ambito scolastico ed all’interno della mostra. Gli strumenti utilizzati, di tipo pratico che, appartengono alla sfera delle arti visive, saranno resi possibili da artisti del territorio chiamati a svolgere queste attività pratiche, realizzando al momento bozzetti di studio per opere d’arte suscitando così emozioni e interesse da parte degli studenti.
I temi trattati saranno molteplici, in ogni caso, si partirà dal segno prima, dal colore poi, come elementi fondamentali nella costruzione di un’opera e giungere, infine, all’aspetto di composizione generale della stessa. Saranno realizzati al momento e dinanzi agli studenti dei bozzetti con varie tecniche. Ai laboratori didattici seguiranno le visite guidate che saranno effettuate da personale qualificato capace di analizzare assieme ai partecipanti il percorso artistico e critico del Maestro.
Conegliano 11 Giugno 2013